Vi è mai capitato di trovare un nome per un dominio, di quelli geniali, e di scoprire poi con amara sorpresa che qualcun altro lo ha già registrato? A me è capitato. I pensieri che una piccola esperienza di questo tipo mi suscita sono due. Il primo è: "forse non era poi così geniale", il secondo è più costruttivo: "chi lo ha pensato ha una creatività affine alla mia".
Rimane il fatto che certi domini hanno qualcosa di magico, che ci attrae. Impossessarsi di un dominio creativo è quasi come acquistare qualche metro quadrato della luna (vi ricordate quando la vendevano?).
Ma che cosa succede quando il dominio è quasi sacro? Chi possiede i domini alchemici per eccellenza? Me lo sono chiesto e sono andato a vedere. Per rendere la mia ricerca più universale ho scelto solo i termini in lingua inglese e con l'estensione .net. All'inizio ero entusiasta. Pensavo che avrei trovato delle rivelazioni, degli aforismi, qualcosa che mi avrebbe comunque fatto pensare. Forse un sito con la spiegazione di tutti i perché del mondo. Una nuova religione in cui credere ciecamente. Magari anche solo una ricetta utile a trasformare il piombo in oro. Nulla di tutto ciò.
Acqua, terra e fuoco sono domini noiosi e per nulla interessanti. L'unico degno di nota è l'aria: una pagina completamente bianca. A pensarci bene l'aria del Web non deve essere per forza azzurra. Sono d'accordo con la scelta cromatica. Bianca di giorno. E nera di notte, a schermo spento.
Ultima curiosità: sono andato a dare un'occhiata veloce alla morte, quella rigorosamente made in Italy. Il risultato, a prescindere dal credo che ognuno possa avere, è stato gradevolmente spiazzante. Un affettuoso memento mori a tutti voi. (Vai a dare un'occhiata alla morte anche tu.)
Comments
Post new comment