La corsa ai contenuti è strettamente legata al bisogno di audience.
Nell’universo della televisione l’audience influenza i contenuti, soprattutto in un paese italiota come il nostro. Viceversa se parliamo di blog. Il blogger sceglie un argomento e naturalmente avrà il pubblico che si merita. Non sempre. La bravura non basta e uno dei fattori che determina il successo di un blog è la frequenza dell’aggiornamento. E’ statisticamente provato che un blog poco aggiornato (come quello che state leggendo) avrà molta difficoltà a ottenere un pubblico consistente (qui trovate sempre un posto in prima fila).
In questo modo si insinua nella blogosfera un elemento di disturbo che possiede dei geni tristemente simili a quelli dei media primordiali. E’ la fobia da blog vuoto che anche nei blogger più seguiti si manifesta nella nevrosi del contenuto a tutti i costi. Certi blogger arrivano a scusarsi se per una manciata di giorni non sono riusciti a mantenere il solito livello di aggiornamento.
Ma un blog non è un quotidiano. Un giornale che ogni tanto uscisse con la metà delle pagine bianche sarebbe condannato al fallimento. E i giornalisti diventerebbero imbianchini. Troppi blogger non considerano che il tempo di un lettore è prezioso e il blog è un mezzo di comunicazione che spesso diventa fine a se stesso.
La gratuità dello spazio per l’editore, e delle informazioni per il lettore, non dovrebbe giustificare la mancanza di una valorizzazione del tempo speso da parte di entrambi. Dovrebbe generarsi un scambio produttivo quantificabile in cultura, crescita, critica o movimento.
Ciò che invece accade spesso è il generarsi di rumore, inteso come overload informativo, pedissequa ripetizione di contenuti altrui, pubblicazione di articoli superflui.
Uscendo di casa ci troviamo in un marasma di forme e significati. Tutto è contenuto, tutto è contenitore. Fili del telefono che trasportano contenuti, aria carica di contenuti invisibili, auto che contengono contenitori viaggianti alla ricerca –o vittime- di altri contenuti e contenitori. Il rumore di fondo è diventato eccessivo.
Facciamo un po’ di ecologia. Ecologia dei contenuti.