Search engine optimization (seo) e copywriting.

Una brevissima introduzione al funzionamento degli spider dei motori di ricerca per spiegare le connessioni tra il copywriting e la search engine optimization.

I motori di ricerca si nutrono di parole.

Il popolamento dei database dei motori di ricerca si basa su programmi specifici il cui nome sembra nato da un film di fantascienza: spider (si chiamano anche crawler, o robot). Gli spider scandagliano la rete, entrano nei siti che li lasciano passare (non tutti i siti sono digeriti dagli spider) e ne setacciano il contenuto, parola per parola. Questi simpatici ragnetti si nutrono quasi unicamente di parole. Ne deriva che, per migliorare l’indicizzazione di un sito nei motori di ricerca, più parole diamo agli spider, più possibilità abbiamo di ottenere un buon posizionamento.

Per la search engine optimization le parole non devono essere a caso.

Prendiamo l’esempio di una società che si occupa di search engine optimization. Per farsi trovare sui motori di ricerca sarà molto importante che le tre parole (keyword) search, engine e optimization siano ripetute numerose volte nel sito Web o in una determinata pagina. (Questa è una spiegazione semplicistica poiché per tale sito Web si potrebbe scegliere una sequenza di keyword alternativa, meno inflazionata).

Maggiore è la ripetizione delle keyword nella pagina Web, maggiore è la possibilità che Google, o un qualsiasi altro motore di ricerca, dia al sito un posizionamento appetibile.

Se per fare i furbi, però, ripetiamo troppo spesso le keyword, Google può sentirsi preso in giro e decidere di penalizzare il nostro sito Web. Questo però, accade solamente se si esagera al punto di fare un mero elenco di parole chiave sempre uguali (keyword stacking e keyword stuffing).

Nulla impedisce alla nostra società di search engine optimization di adottare una tattica aggressiva e fare una homepage piena di contenuti che ripetano appena possibile e in modo fastidioso le parole search, engine e optimization.

Dove sta il confine tra un sito web fatto per informare, e un sito web fatto per ottenere una buona indicizzazione nei motori di ricerca?


Il confine sta nel livello di professionalità ed etica della Web agency e del cliente. Un bravo copywriter riesce a coniugare l’ottimizzazione di posizionamento nei motori di ricerca a una buona comunicazione.

I siti che si pongono con un atteggiamento aggressivo nei confronti dell’ottimizzazione si riconoscono perché diluiscono e allungano oltremodo i testi, con un uso spropositato di grassetti, corsivi e link.

A che cosa serve arrivare tra i primi cinque sulla pagina di Google se poi la comunicazione è costruita male, è ripetitiva e nessuno la legge? Chi si assomiglia si piglia: servirà unicamente ad attrarre i clienti più grezzi. Quelli che poi, si sa, daranno un sacco di grattacapi per ogni commissione di lavoro.

Un buon lavoro rende i contenuti di ogni pagina sempre godibili, non ripetitivi, e soprattutto persuasivi.


Un copywriter deve prima di tutto conoscere molto bene ciò che sta alla base della comunicazione, applicare le differenze tecniche e stilistiche di cui il Web ha bisogno e infine adattare e miscelare tutti gli ingredienti per l’ottimizzazione finale, secondo i parametri della search engine optimization.

Le regole da seguire non sono difficili. Bisogna pensare agli spider come a delle entità dotate di intelligenza. Cercare di entrare nella loro testa e soprattutto di rispettarli. Gli spider danno rilievo alle parole contenute nel titolo del browser. All’interno del corpo della pagina avranno particolare attenzione per i titoli, i link, i corsivi, i grassetti e gli elenchi puntati. Inoltre bisogna stare attenti a non superate il 10 percento di parole chiave rispetto al testo totale della pagina. E poi vi consiglio di tenete d’occhio il vostro webmaster: se non usa i tag h, strong e em state buttando via la quasi totalità del vostro lavoro.

Come vedete il discorso si sta facendo più tecnico. Cosa sono i tag? So che non vi piacerà sentirvelo dire, ma un buon copywriter deve avere un’infarinatura anche di XHTML.

Chiudere un post con una notizia scoraggiante non è bello. Quella buona è che se fate un sito rispettando i vostri potenziali interlocutori, anche disabili, avrete ottime possibilità di piacere ai ragni.

Buon lavoro.

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