Sono convinto che la legge di Pareto valga anche per l'apprendimento. Gira e rigira, di tutte le nozioni che si leggono qua e là, tra manuali e internet, solo il 20% risulta veramente indispensabile.
Ecco, nel sito della Sun ho scovato quel 20% sulla scrittura per il Web. Solo succo concentrato.
Buona lettura.

Un bravo copywriter usa la programmazione neurolinguistica, spesso senza saperlo. Questo è stato il mio primo pensiero, quando ho letto La magia della scrittura.
Ed è vero. Basta prendere una bodycopy scritta bene, analizzarla con attenzione, e si scopre tutta la forza della PNL.
Ma che diavoleria è questa programmazione neurolinguistica?
La prima volta che ne ho sentito parlare mi sono venuti in mente degli scienziati pazzi, drogati di LSD, con delle spirali colorate al posto degli occhiali. E chissà che John Grinder e Richard Bandler, i suoi fondatori, non fossero così.
A parte questa visione psichedelica, la PNL non è una cosa facile da spiegare. Provo a dirtelo con parole mie, ma non lamentarti se viene fuori un disastro.
Ognuno ha un suo modo di percepire la realtà, di usare il linguaggio, e quindi di rappresentare la realtà.
Quando due persone rappresentano la realtà con lo stesso linguaggio, è un po' come se parlassero della medesima realtà. Si crea empatia, si sentono vicine e le barriere si assottigliano.
La PNL ti insegna a rappresentare la realtà con lo stesso linguaggio del tuo interlocutore. Ecco. Questa è la programmazione neurolinguistica nelle parole più semplici che ho trovato.
E' una materia interessante. Male, non ti farà.
P.S. i diritti d'autore di questo libro sono interamente devoluti a favore di Emergengy.
Titolo: La magia della scrittura. Scrivere per farsi leggere: neurolinguistica e stile efficace. | Autore: Vari, a cura di Alessandro Lucchini | Casa editrice: Sperling & Kupfer | Pagine: 374 | Prezzo: 22 Euro
Obiettivo raggiunto. Alessandro Lucchini, ha prodotto un libro ricco e completo. Il vecchio e il nuovo continente della scrittura: un punto di partenza, e insieme un punto di arrivo.
In Business writing ho ritrovato gli insegnamenti dei primi giorni di lavoro, e pure quelli che ho scoperto negli anni, con la fatica. E poi altri ancora.
Lo consiglio a chiunque voglia migliorare la propria scrittura, a tutti. Anche ai più esperti e navigati copywriter.
Perché strada facendo le nozioni si accumulano, alcune si dimenticano, e con questa lettura ritornano lì, presenti.
Le parti introduttive agli argomenti potevano essere un po' più brevi, ma sono scritte in modo così gradevole che la lettura scivola via fluida. Unico difetto del libro, che però riguarda l'editore, è la scelta della carta: fastidiosissima. Di quelle porose, che quando sottolinei ti sembra di far stridere le unghie sulla lavagna. Ma queste sono piccolezze che si dimenticano di fronte a un'opera tanto preziosa. Lo definirei il manuale definitivo per la scrittura efficace. E non esagero.
A proposito dell'autore: non conosco Alessandro Lucchini, ma lo immagino come una persona che ha avuto molto dal suo lavoro, e che ha deciso di restituire qualcosa alla comunità. "Giving something back to the community", dicono gli anglosassoni. I diritti d'autore di Business writing sono infatti devoluti a Emergency.
Non ti resta che acquistarlo.
Titolo: Business writing. | Autore: Alessandro Lucchini | Casa editrice: Sperling & Kupfer | Pagine: 365 | Prezzo: 16,50 Euro

Il miglioramento della propria capacità di scrittura passa da quattro attività fondamentali: esercizio quotidiano, lettura di ogni sorta di genere e stile, esame dei propri elaborati attraverso un editor spietato, lettura dei manuali.
Per quanto riguarda i manuali, Comunicare scrivendo per informare e influenzare è difficile da inquadrare. E’ utile, ma non è indispensabile. Non è il classico libro che si consiglia appassionatamente, ma è stato comunque una piacevole lettura.
Può andare bene come ripasso leggero. O come prima lettura, per iniziare a sgranchirsi le dita sulla tastiera. Insomma: un libro da leggere sotto la doccia.
Titolo: Comunicare scrivendo per informare e influenzare | Autore: Vari | Casa editrice: Etas | Pagine: 171 | Prezzo: 14,50 Euro
La scrittura per il Web ha molteplici applicazioni. Comunicati stampa, animazioni, banner, testi orientati alla SEO (search engine optimization), testi istituzionali, testi pubblicitari. Ognuna di queste forme ha in comune una cosa: sono create da copywriter professionisti.
Quando invece si tratta di scrivere per il blog è molto probabile che dietro al monitor ci sia una persona con una sana passione per il Web e desiderosa di migliorare le sue performance comunicative.
Ecco un breve trattatello amichevole pensato per i non professionisti che cercano un triplo concentrato di consigli quasi indispensabili.
Il blog è vostro e ci fate quello che volete, ma se desiderate un piccolo circolo di affezionati lettori è meglio se trattate uno, o al massimo due, argomenti di vostro interesse e competenza.
Altrimenti rischiate di diventare dispersivi.
Solo se siete dei califfi della scrittura potete raccontare tutto quello che volete.
Un blog aggiornato con costanza ha più probabilità di essere seguito.
Tuttavia ogni post che pubblicate dovrebbe essere interessante quanto il precedente. Se il nuovo post abbassa di troppo la media qualitativa del blog, forse non è necessario.
Fate ecologia dei contenuti.
Questa è la forma che dovrebbe avere il vostro post.
Chi naviga in internet a caccia di informazioni ha bisogno di capire subito se la pagina alla quale è approdato risponde ai suoi criteri di ricerca. Una veloce occhiata tra titolo, immagine e sottotitolo deve rispondere a tutte le domande del navigatore.
Deve essere sintetico e possibilmente contenere un pizzico di creatività. Non è necessario che sia totalmente esplicativo, ma non deve neppure essere criptico.
Va a braccetto con il titolo. Se lo togliete, l’altro non regge più.
Nel sottotitolo dovete riassumere con parole semplici e dirette il contenuto del vostro post.
Può essere essenziale per la comprensione di ciò che dite, oppure superflua ma utile per catturare l’attenzione. Sceglietela accuratamente e ricordate una regola d’oro: l’immagine non deve ripetere ciò che titolo e sottotitolo hanno già detto.
Altrimenti titolo e sottotitolo diventano didascalie e vengono declassati.
Il corpo del testo deve essere sintetico.
E’ meglio che venga scritto seguendo la classica struttura usata nel giornalismo, detta piramidale: il contenuto principale in testa, e tutti i commenti e gli eventuali arricchimenti in coda. Dovete catturare subito l’attenzione e dare al navigatore il succo del discorso.
Sarà la vostra eventuale bravura a far sì che vi leggano fino all’ultima riga.
Usate un paragrafo per ogni concetto che esponete.
Se il concetto è complicato, spiegatelo con tante frasi corte e non usate incisi. Ogni periodo deve essere semplice e veloce da leggere.
Se il discorso è lungo e gli argomenti da approfondire sono vari, è molto importante che il corpo del testo sia spezzato da altri titoli: uno per ogni argomento.
Qua e là nel testo ci sono delle parole più importanti delle altre: evidenziatele in grassetto.
Se avete dimestichezza con l’HTML (HyperText Markup Language) è vivamente consigliato l’uso del tag strong.
I link che usate devono avere un significato strettamente legato all’argomento a cui rimandano. Questo aumenta la qualità nell’indicizzazione nei motori di ricerca e migliora l’usabilità .
L’utilizzo di parole vaghe come clicca qui, leggi, oppure vedi, per indicare i vostri link sarebbe un errore.
Evitate i luoghi comuni. (Oops, questo è già un luogo comune).
Ci sono sempre parole più precise di quella che avete sotto agli occhi.
E’ la più importante delle regole. Qualsiasi cosa abbiate scritto, sicuramente ci saranno molte parole di troppo. Mettete da parte il vostro ego ed eliminatele.
Se lavori con la smania di ottenere riconoscimenti ufficiali e approvazione tra i colleghi pubblicitari questo libro non fa per te. Non è la solita raccolta ricca di creatività eccellente e qualche volta finta.
Kiss & Sell analizza una notevole quantità di campagne di successo, molte delle quali semisconosciute. La forza di questi lavori non è misurata in premi vinti, ma dall’incremento delle vendite che hanno saputo generare.
Le sezioni sono organizzate secondo la tipologia del pubblico di riferimento, la categoria di prodotti o l’approccio strategico e creativo. In questa suddivisione non viene seguito un ordine particolare, ma l’insieme finito risulta esaustivo e sufficiente per riflettere su molte problematiche.
E’ un libro che esamina le più moderne tecniche di copywriting senza essere accademico. Anzi, i consigli sono sempre concreti ed espressi con elenchi ordinati. Non mancano alcune citazioni più ispiranti e allusive, utili per uno spunto ozioso ma sempre fertile e produttivo.
L’unica nota dolente riguarda l’art direction. Certi paragrafi usano una dimensione di font talmente piccola che verrebbe voglia di leggere con il lentino a portata di mano. Colpa dell’art director. E’ sempre colpa dell’art director.
Titolo: Kiss & Sell. Writing for advertising. | Autore: Robert Sawyer | Casa editrice: Ava | Pagine: 192 | Prezzo: 34.95 Dollari | Lingua: inglese
Cambiare parole vecchie in parole nuove, cercare neologismi d’avanguardia, sentirsi sempre più avanti e attenti alle mode. Son disturbi che a volte colgono anche il comunicatore più attento allo stile.
Qualcono ha pensato bene di cambiare i connotati anche al copywriter. E il copywriter che scrive per il Web è diventato il Web writer. Per cortesia: so che fa figo, che suona cool e che vi dà un aria tecno-creativa, ma evitate di farvi chiamare Web writer. Il copywriter che scrive per il Web è un copywriter. E un copywriter completo sa scrivere anche per il Web.
Altrimenti poi nasce il radio writer (dal gusto romantico-retro), il brochure writer (”ma dai… sei solo un brochure wirter?”) o il ricco e indaffarato TV writer (”ah, se solo fossi un TV writer…”).
Una volta ho scritto degli SMS per un concorso multimediale. Che dite… posso già definirmi un SMS writer?