Ultimamente sto scrivendo solo per me, e qualche volta anche per lavoro.
E poi, comunque, vale sempre questo.
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In altre parole: "hei, ora che ho aggiunto questo disclaimer la mia mail è armata! Se non sei tu il destinatario, stai molto attento a quel che leggi."
Da dove arriva questa nota? Quando abbiamo iniziato a usarla? La trovo demenziale.
Pensi che sia davvero utile per scoraggiare eventuali spioni industriali? La posta elettronica non è il mezzo più indicato per inviare informazioni confidenziali e strategiche. Se proprio vuoi usarla in alternativa ai mezzi più sicuri puoi sempre criptare i tuoi documenti.
C'è anche l'aspetto dell'usabilità. Spesso si usa la posta elettronica come strumento di dialogo. Una mail stimola una risposta, poi un'altra, e il discorso si arricchisce. La mal finale è uno storico di tutta la conversazione: la rileggiamo velocemente alla ricerca di quel dato o di quella specifica che ci servono per lavoro. Se questa nota fastidiosa non interrompesse il ritmo, lo scanning del documento sarebbe molto più semplice.
La situazione peggiora quando riceviamo una mail che contiene lo storico di un dialogo già iniziato da altri. In questo caso non basta fare lo scanning, ma dobbiamo leggere tutto dall'inizio alla fine. Dal basso verso l'alto.
Il colmo: lo si raggiunge quando il contenuto utile della mail finale è di gran lunga inferiore alla somma delle note. Senza considerare le firme, che qualcuno aggiunge dopo ogni messaggio. In automatico.
Provocazione: ecco un'alternativa più usabile, la raccomando a tutti.
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Enjoy yourself.
I sing amore
per dirti darling i love you
sto inguaiato ti amo very much
purtroppo pero' non lo so dir
do you capire
my love tu dare solo un kiss
io pregare tu credermi perche'
desidero te for me
e non sapendo catari'
ne torna a surriento
canto only you
solo per te
i sing amore
do you capire oppure no
voglio dirti i love you i love you so
e resta cosi' with me.
e non sapendo catari'
ne torna a surriento
canto only you
solo per te
i sing amore
do you capire oppure no
voglio dirti i love you i love you so
e resta cosi' accanto a me
la la la la la la la
i sing amore
la la la la la la la
i sing amore eh
Il professionista che blogga con l'intenzione di promuovere le sue capacità deve tenere in considerazione un fattore che tutti gli altri blogger possono ignorare: la concorrenza. Al di là delle logiche incentrate sul dialogo e sull'apertura, la concorrenza è infatti presente anche nella blogosfera. E' quindi indispensabile uscire dal coro e dare una voce originale al proprio blog.
Chi ha scelto argomenti di nicchia troverà la strada in discesa. Un blog sulla scrittura che parla dello stile o uno di economia che considera solo gli aspetti legati al cambio monetario hanno già raggiunto l'obiettivo della diversificazione. Ma il professionista che sceglie argomenti più ampi, come l'informatica, la comunicazione, o la cucina, avrà al suo fianco decine o centinaia di altri siti e blogger che trattano lo stesso argomento in modo molto simile.
In questo scenario differenziarsi è più complicato, ma non è difficile.
Una strada che puoi seguire è quella prettamente pubblicitaria e marketing oriented e consiste nel trattare il blog alla stregua di un prodotto o servizio. Si procede con gli strumenti di sempre, come l'analisi della concorrenza, l'analisi SWOT e la rappresentazione grafica del landscaping. Se proprio vuoi impazzire, puoi anche aggiungere un'analisi SEO e ottimizzare il tuo blog fino ai dettagli.
Personalmente trovo questa scelta troppo fredda e poco passionale, più adatta a un prodotto aziendale.
Il mio consiglio è di ragionare su un piano più umano, introspettivo e di ricerca. Ciascuno di noi è unico, ha un suo modo di pensare e un percorso lavorativo particolare. L'unione di questi elementi su un blog produrrà automaticamente un dialogo originale. In questo caso ascoltare se stessi è determinante.
Gli ingredienti da mettere in gioco sono solo tre e ognuno di noi li conosce meglio di chiunque altro: testa, cuore e pancia.
che materie conosci? Considerale tutte, anche se sono molto diverse tra loro. La fusione di discipline apparentemente lontane può aprire nuove e interessanti opportunità.
se il tuo blog deve aiutarti ad andare da qualche parte è bene che tu, per primo, sappia dove andare.
chi legge è alla ricerca di contenuti validi che possano aiutare o gratificare.
la rete è piena di sedicenti professionisti, ma la critica non ti porterà vantaggi. Dimentica gli italioti e fai finta di scrivere in un posto ideale, per una persona ideale.
il tuo cuore ha un ritmo tutto suo, seguilo anche sullo schermo.
un punto di vista alternativo può essere interessante. Non avere paura di andare controcorrente, se quello che provi è sincero esprimilo, non c'è nulla da perdere.
La condivisione delle informazioni e il relativo popolamento di database sempre più ricchi e complessi è in grado di restituirci esperienze trasversali stimolanti.
Amazon, per esempio, nel momento in cui cerchiamo informazioni sul titolo di un libro ci fornisce dei consigli molto utili su altri libri in qualche modo correlati al nostro. Allo stesso modo il blogroll di un amico ci porta a conoscere altri blog che parlano, più o meno, dello stesso argomento.
E' un sistema sicuramente utile e fluido, non ne farei più a meno, ma per certi versi ha un difetto: rimane autoriferito e ancora troppo orientato al marketing, all'obiettivo.
Prendi le tag cloud, per esempio, sono così affascinanti, ma anche terribilmente selettive ed esclusive. Sembra la Sparta delle parole. Solo le più grosse riceveranno in dono l'attenzione del visitatore.
Questa riflessione ha preso forma ieri. Cercavo delle informazioni riguardanti Drupal e mi sono trovato, in modo del tutto casuale e fortuito, sul blog di Matteo, un bibliotecario che parla di piccole cose semplici e piacevoli, come i libri per bambini. La sua scrittura è rilassante, non è mai banale, e ti fa sentire subito il benvenuto.
Per me è stata una specie di rivelazione. Ho aperto gli occhi sul fatto che da troppo tempo le mie ricerche in internet erano diventate monotematiche. Solo marketing, sempre marketing.
Non sarebbe bello che i sistemi informatici inventassero, insieme ai vari AdSense, blogroll, tag cloud e argomenti correlati, anche una specie di NoSense? Ma sì, dai, creiamo un piccolo riquadro nella sidebar, dove proporre argomenti molto diversi e poco correlati ai nostri contenuti.
Una finestra sullo schermo dove fuggire quando si è stanchi di cavalcare lo stesso flusso di informazioni.
Non hai mai sentito parlare di Drupal? Ci credo, in fondo costituisce solo il 5% delle piattaforme blogger in circolazione, almeno secondo un'analisi dei 100 blog più quotati da Technorati.
Ma se cerchi una Ferrari, come CMS, allora ecco un paio di notizie che forse ti faranno ingolosire.
Drupal è vincitore degli Open source CMS awards 2007, è consigliato dagli ingegneri della IBM, è molto apprezzato da chi ha il pallino della tassonomia, è SEO friendly, produce un codice molto pulito e lo puoi personalizzare fino nei dettagli.
Sono convinto che la legge di Pareto valga anche per l'apprendimento. Gira e rigira, di tutte le nozioni che si leggono qua e là, tra manuali e internet, solo il 20% risulta veramente indispensabile.
Ecco, nel sito della Sun ho scovato quel 20% sulla scrittura per il Web. Solo succo concentrato.
Buona lettura.
Ma la navicella Google non può andare dappertutto.
Incoming link.
Nella galassia dei bit ci sono luoghi che non abbiamo ancora scoperto.
Outgoing link.
Ci sono esplosioni di supernove che nessuno vedrà mai.
E’ un continuo divenire.
Zero uno.
Uno.
Zero.
Onda e particella.
Mantra buddista.
Samsara.
Questo blog, i suoi link, le tracce dei passaggi.
Probabilmente si annienteranno, o lasceranno poche tracce.
Cache, per qualche giorno.
Poi luogo non trovato. Ma pur sempre esistito.
Esistito e non trovato allo stesso indirizzo di sempre.
Ma se nulla si crea e tutto si trasforma, l’equilibrio rimane.
Anche nella rete?
Namaste.