Blog

Stand-by.

Questo posto è in stand-by.

Ultimamente sto scrivendo solo per me, e qualche volta anche per lavoro.

E poi, comunque, vale sempre questo

Il marketing del blog ha solo tre ingredienti: testa, cuore, pancia.

Passione per la scrittura, moda, ricerca individuale, marketing: ognuno ha i suoi motivi per bloggare. Questa breve guida vuole dare ispirazione a chi, tra i suoi obiettivi, annovera anche quello di promuovere la propria figura professionale.

Il professionista che blogga con l'intenzione di promuovere le sue capacità deve tenere in considerazione un fattore che tutti gli altri blogger possono ignorare: la concorrenza. Al di là delle logiche incentrate sul dialogo e sull'apertura, la concorrenza è infatti presente anche nella blogosfera. E' quindi indispensabile uscire dal coro e dare una voce originale al proprio blog.

Chi ha scelto argomenti di nicchia troverà la strada in discesa. Un blog sulla scrittura che parla dello stile o uno di economia che considera solo gli aspetti legati al cambio monetario hanno già raggiunto l'obiettivo della diversificazione. Ma il professionista che sceglie argomenti più ampi, come l'informatica, la comunicazione, o la cucina, avrà al suo fianco decine o centinaia di altri siti e blogger che trattano lo stesso argomento in modo molto simile.

In questo scenario differenziarsi è più complicato, ma non è difficile.

Una strada che puoi seguire è quella prettamente pubblicitaria e marketing oriented e consiste nel trattare il blog alla stregua di un prodotto o servizio. Si procede con gli strumenti di sempre, come l'analisi della concorrenza, l'analisi SWOT e la rappresentazione grafica del landscaping. Se proprio vuoi impazzire, puoi anche aggiungere un'analisi SEO e ottimizzare il tuo blog fino ai dettagli.

Personalmente trovo questa scelta troppo fredda e poco passionale, più adatta a un prodotto aziendale.

Il mio consiglio è di ragionare su un piano più umano, introspettivo e di ricerca. Ciascuno di noi è unico, ha un suo modo di pensare e un percorso lavorativo particolare. L'unione di questi elementi su un blog produrrà automaticamente un dialogo originale. In questo caso ascoltare se stessi è determinante.

Gli ingredienti da mettere in gioco sono solo tre e ognuno di noi li conosce meglio di chiunque altro: testa, cuore e pancia.

Testa:

  • Quali sono le peculiarità del tuo percorso formativo?

che materie conosci? Considerale tutte, anche se sono molto diverse tra loro. La fusione di discipline apparentemente lontane può aprire nuove e interessanti opportunità.

  • Qual è l'obiettivo professionale che ti sei posto da qui ai prossimi tre anni?

se il tuo blog deve aiutarti ad andare da qualche parte è bene che tu, per primo, sappia dove andare.

Cuore:

  • Cerca di donare sempre qualcosa;

chi legge è alla ricerca di contenuti validi che possano aiutare o gratificare.

  • Parla con buon cuore;

la rete è piena di sedicenti professionisti, ma la critica non ti porterà vantaggi. Dimentica gli italioti e fai finta di scrivere in un posto ideale, per una persona ideale.

  • Ascolta il tuo ritmo;

il tuo cuore ha un ritmo tutto suo, seguilo anche sullo schermo.

Pancia:

  • Dai retta agli impulsi, alimenta la tua istintività;

un punto di vista alternativo può essere interessante. Non avere paura di andare controcorrente, se quello che provi è sincero esprimilo, non c'è nulla da perdere.

 

E' arrivato Drupal 6.0

Drupal, il potente CMS su cui gira questo sito, è finalmente giunto alla sesta release.

Non hai mai sentito parlare di Drupal? Ci credo, in fondo costituisce solo il 5% delle piattaforme blogger in circolazione, almeno secondo un'analisi dei 100 blog più quotati da Technorati.

Ma se cerchi una Ferrari, come CMS, allora ecco un paio di notizie che forse ti faranno ingolosire.

Drupal è vincitore degli Open source CMS awards 2007, è consigliato dagli ingegneri della IBM, è molto apprezzato da chi ha il pallino della tassonomia, è SEO friendly, produce un codice molto pulito e lo puoi personalizzare fino nei dettagli.

Scrivere per il blog.

Breve trattatello amichevole sulla scrittura per il blog.

La scrittura per il Web ha molteplici applicazioni. Comunicati stampa, animazioni, banner, testi orientati alla SEO (search engine optimization), testi istituzionali, testi pubblicitari. Ognuna di queste forme ha in comune una cosa: sono create da copywriter professionisti.

Quando invece si tratta di scrivere per il blog è molto probabile che dietro al monitor ci sia una persona con una sana passione per il Web e desiderosa di migliorare le sue performance comunicative.

Ecco un breve trattatello amichevole pensato per i non professionisti che cercano un triplo concentrato di consigli quasi indispensabili.

Il contenuto.

Il blog è vostro e ci fate quello che volete, ma se desiderate un piccolo circolo di affezionati lettori è meglio se trattate uno, o al massimo due, argomenti di vostro interesse e competenza.

Altrimenti rischiate di diventare dispersivi.

Solo se siete dei califfi della scrittura potete raccontare tutto quello che volete.

Un blog aggiornato con costanza ha più probabilità di essere seguito.

Tuttavia ogni post che pubblicate dovrebbe essere interessante quanto il precedente. Se il nuovo post abbassa di troppo la media qualitativa del blog, forse non è necessario.

Fate ecologia dei contenuti.

La forma: titolo, sottotitolo, eventuale immagine e corpo del testo.

Questa è la forma che dovrebbe avere il vostro post.

Chi naviga in internet a caccia di informazioni ha bisogno di capire subito se la pagina alla quale è approdato risponde ai suoi criteri di ricerca. Una veloce occhiata tra titolo, immagine e sottotitolo deve rispondere a tutte le domande del navigatore.

Il titolo.

Deve essere sintetico e possibilmente contenere un pizzico di creatività. Non è necessario che sia totalmente esplicativo, ma non deve neppure essere criptico.

Il sottotitolo.

Va a braccetto con il titolo. Se lo togliete, l’altro non regge più.

Nel sottotitolo dovete riassumere con parole semplici e dirette il contenuto del vostro post.

L’immagine.

Può essere essenziale per la comprensione di ciò che dite, oppure superflua ma utile per catturare l’attenzione. Sceglietela accuratamente e ricordate una regola d’oro: l’immagine non deve ripetere ciò che titolo e sottotitolo hanno già detto.

Altrimenti titolo e sottotitolo diventano didascalie e vengono declassati.

Il corpo del testo.

Il corpo del testo deve essere sintetico.

E’ meglio che venga scritto seguendo la classica struttura usata nel giornalismo, detta piramidale: il contenuto principale in testa, e tutti i commenti e gli eventuali arricchimenti in coda. Dovete catturare subito l’attenzione e dare al navigatore il succo del discorso.

Sarà la vostra eventuale bravura a far sì che vi leggano fino all’ultima riga.

Usate un paragrafo per ogni concetto che esponete.

Se il concetto è complicato, spiegatelo con tante frasi corte e non usate incisi. Ogni periodo deve essere semplice e veloce da leggere.

Se il discorso è lungo e gli argomenti da approfondire sono vari, è molto importante che il corpo del testo sia spezzato da altri titoli: uno per ogni argomento.

Qua e là nel testo ci sono delle parole più importanti delle altre: evidenziatele in grassetto.

Se avete dimestichezza con l’HTML (HyperText Markup Language) è vivamente consigliato l’uso del tag strong.

I link.

I link che usate devono avere un significato strettamente legato all’argomento a cui rimandano. Questo aumenta la qualità nell’indicizzazione nei motori di ricerca e migliora l’usabilità .

L’utilizzo di parole vaghe come clicca qui, leggi, oppure vedi, per indicare i vostri link sarebbe un errore.

A post terminato: togliete le frasi fatte.

Evitate i luoghi comuni. (Oops, questo è già un luogo comune).

A post terminato: trovate parole migliori.

Ci sono sempre parole più precise di quella che avete sotto agli occhi.

A post terminato: less is more.

E’ la più importante delle regole. Qualsiasi cosa abbiate scritto, sicuramente ci saranno molte parole di troppo. Mettete da parte il vostro ego ed eliminatele.

Syndicate content