Conosciamo tutti l’importanza del suono in ogni forma di comunicazione.
Musica, parlato, effetti speciali e ambientazioni si esprimono meglio grazie a dei professionisti dedicati. Spesso le figure professionali impegnate sono più d’una per ognuna di queste forme che, tra l’altro, si possono sovrapporre fra di loro.
I campi di applicazione sono tanti e l’argomento è sconfinato.
Nel Web il suono non ha ancora ottenuto le dovute attenzioni, almeno per quanto riguarda la media dei siti che visitiamo ogni giorno.
Dando uno sguardo approssimativo al passato si può affermare che il massimo uso di effetti sonori è stato raggiunto in concomitanza con il boom di Flash. Clic, zip, swoop, squeeze: molti designer si sono sbizzarriti nella ricerca dell’effetto a tutti i costi. Hanno ottenuto ottimi risultati ma anche molti sovraccarichi e peti elettronici.
Ora ci siamo accorti che non sempre Flash è la tecnologia più indicata per costruire un sito. I veri professionisti del Web hanno vissuto la grande abbuffata di sofisticazioni e ora si sono presi sana pausa di riflessione.
Finalmente possono fare ordine nella cassetta degli attrezzi per capire meglio quando e come usare le innumerevoli tecnologie a loro disposizione.
Il suono, dosato con intelligenza, è un grande alleato della pagina Web. Ma il suo uso va ponderato con attenzione.
Prendiamo l’esempio del signor Rossi . Egli deve compilare un documento di Excell ma non ha resistito alla tentazione di dare una sbirciatina al minisito della sua nuova auto, quella che gli verrà consegnata tra un paio di giorni.
Il suo capoufficio, il signor Bianchi , ha sentito quello swaaash improvviso provenire dal quel computer. E ora Rossi morirà di mobbing .
Credo che l’audio di un sito non debba attivarsi con il caricamento della pagina, ed eventualmente essere escluso con l’apposito pulsante. Sostengo che fare il contrario sia più rispettoso nei confronti dell’utente.
Caricare la pagina Web nel silenzio, ed eventualmente dare al navigatore la possibilità di approfondire la sua esperienza con l’audio sarà più gentile.
L’utenza Web, ricordiamolo bene, non vuole essere trattata alla stregua di quella televisiva. Questa è una condicio sine qua non valida soprattutto per un pubblico di riferimento di profilo medio-alto.
Sarebbe molto bello se nella rete si facesse più spazio ai sound designer, quelli veri.
Sicuramente ci si allontanerebbe dalle solite scelte di musica ed effetti.
C’è molta ricerca da fare nel campo delle ambientazioni e dei sottofondi sonori. Strumenti potentissimi per l’ottenimento di una più intensa brand experience.
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