Scrivere per il blog.

Breve trattatello amichevole sulla scrittura per il blog.

La scrittura per il Web ha molteplici applicazioni. Comunicati stampa, animazioni, banner, testi orientati alla SEO (search engine optimization), testi istituzionali, testi pubblicitari. Ognuna di queste forme ha in comune una cosa: sono create da copywriter professionisti.

Quando invece si tratta di scrivere per il blog è molto probabile che dietro al monitor ci sia una persona con una sana passione per il Web e desiderosa di migliorare le sue performance comunicative.

Ecco un breve trattatello amichevole pensato per i non professionisti che cercano un triplo concentrato di consigli quasi indispensabili.

Il contenuto.

Il blog è vostro e ci fate quello che volete, ma se desiderate un piccolo circolo di affezionati lettori è meglio se trattate uno, o al massimo due, argomenti di vostro interesse e competenza.

Altrimenti rischiate di diventare dispersivi.

Solo se siete dei califfi della scrittura potete raccontare tutto quello che volete.

Un blog aggiornato con costanza ha più probabilità di essere seguito.

Tuttavia ogni post che pubblicate dovrebbe essere interessante quanto il precedente. Se il nuovo post abbassa di troppo la media qualitativa del blog, forse non è necessario.

Fate ecologia dei contenuti.

La forma: titolo, sottotitolo, eventuale immagine e corpo del testo.

Questa è la forma che dovrebbe avere il vostro post.

Chi naviga in internet a caccia di informazioni ha bisogno di capire subito se la pagina alla quale è approdato risponde ai suoi criteri di ricerca. Una veloce occhiata tra titolo, immagine e sottotitolo deve rispondere a tutte le domande del navigatore.

Il titolo.

Deve essere sintetico e possibilmente contenere un pizzico di creatività. Non è necessario che sia totalmente esplicativo, ma non deve neppure essere criptico.

Il sottotitolo.

Va a braccetto con il titolo. Se lo togliete, l’altro non regge più.

Nel sottotitolo dovete riassumere con parole semplici e dirette il contenuto del vostro post.

L’immagine.

Può essere essenziale per la comprensione di ciò che dite, oppure superflua ma utile per catturare l’attenzione. Sceglietela accuratamente e ricordate una regola d’oro: l’immagine non deve ripetere ciò che titolo e sottotitolo hanno già detto.

Altrimenti titolo e sottotitolo diventano didascalie e vengono declassati.

Il corpo del testo.

Il corpo del testo deve essere sintetico.

E’ meglio che venga scritto seguendo la classica struttura usata nel giornalismo, detta piramidale: il contenuto principale in testa, e tutti i commenti e gli eventuali arricchimenti in coda. Dovete catturare subito l’attenzione e dare al navigatore il succo del discorso.

Sarà la vostra eventuale bravura a far sì che vi leggano fino all’ultima riga.

Usate un paragrafo per ogni concetto che esponete.

Se il concetto è complicato, spiegatelo con tante frasi corte e non usate incisi. Ogni periodo deve essere semplice e veloce da leggere.

Se il discorso è lungo e gli argomenti da approfondire sono vari, è molto importante che il corpo del testo sia spezzato da altri titoli: uno per ogni argomento.

Qua e là nel testo ci sono delle parole più importanti delle altre: evidenziatele in grassetto.

Se avete dimestichezza con l’HTML (HyperText Markup Language) è vivamente consigliato l’uso del tag strong.

I link.

I link che usate devono avere un significato strettamente legato all’argomento a cui rimandano. Questo aumenta la qualità nell’indicizzazione nei motori di ricerca e migliora l’usabilità .

L’utilizzo di parole vaghe come clicca qui, leggi, oppure vedi, per indicare i vostri link sarebbe un errore.

A post terminato: togliete le frasi fatte.

Evitate i luoghi comuni. (Oops, questo è già un luogo comune).

A post terminato: trovate parole migliori.

Ci sono sempre parole più precise di quella che avete sotto agli occhi.

A post terminato: less is more.

E’ la più importante delle regole. Qualsiasi cosa abbiate scritto, sicuramente ci saranno molte parole di troppo. Mettete da parte il vostro ego ed eliminatele.

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