La ricerca prende in considerazione il sito di Lavori Creativi, il luogo più frequentato per il recruiting della comunicazione in Italia.
Lo scopo è quello di capire se la forza lavoro nelle agenzie è ben calibrata.
Il risultato ottenuto si può estendere, seppure in maniera parziale, anche ai pochi reparti di comunicazione interni alle aziende.
Ho analizzato i dati numerici contenuti nella pagina elenco ultimi annunci agenzie.
Le categorie che non interessano direttamente i reparti di comunicazione e quelle inquinate da annunci poco rappresentativi o qualitativi sono state eliminate.
Le voci rimaste sono state divise nelle più importanti aree di intervento: strategia, presentazione grafica, copywriting, sviluppo software, accounting, produzione.
Strategia: planning strategico, direzione creativa, project management e Web marketing.
Il project manager è stato incluso in questa categoria perché spesso ha mansioni strategiche e di direzione creativa. Poteva essere incluso anche nell’area dedicata all’accounting. Il risultato finale non verrà comunque influenzato.
Presentazione: Grafici, Web designer, Art direcotr e addetti al Packaging.
Sono stati accorpati perché in fase produttiva si accavallano spesso tra di loro.
Copywriting: è la forza lavoro dedicata alla scrittura, on-line e off-line.
Sviluppo software: sviluppatori HTML, PHP e Flash.
Sono quelli che programmano. Potevano far parte dell’area di produzione. Fanno invece una categoria a parte perché l’evoluzione tecnologica determina la fattibilità di un’idea sul Web, e viceversa.
Accounting: account manager e account director.
E’ la forza lavoro dedicata al contatto con i clienti e alla vendita dei prodotti dell’agenzia. Si occupa anche dei contatti tra agenzia e fornitori e del controllo del budget.
Produzione: audio, video, foto e stampa.
Interni o esterni alla struttura, sono i classici reparti di produzione.
Maggiore è la richiesta di una figura professionale, maggiore è il suo impiego all’interno della struttura di comunicazione.
La semplice osservazione condotta in prima persona nei reparti di comunicazione è sufficiente per escludere altre chiavi di lettura.
Un esiguo 5% si occupa di tutto ciò che è scritto.
Pur avendo forzato l’unione di categorie abbastanza diverse tra loro, solo il 6% della forza lavoro è dedicato all’analisi e allo sviluppo delle strategie.
Il 12% è produzione.
Gli account fanno parte dei grandi numeri con un importante 23%.
L’ormai onnipresente programmazione è a quota 25%.
La categoria più richiesta è quella che si occupa della presentazione visiva con un significativo 29%.
Il Web conferma la sua importanza con il 25% di richiesta sugli sviluppatori e il 36% sul totale dei grafici creativi.
Il dato più sconcertante è quello dedicato ai copywriter.
Tutto, in comunicazione, non può fare a meno della parola. E nel Web la parola ha un’importanza spropositata.
Da questo ridicolo 5% (vedi primo grafico) si capisce che la maggior parte dei testi viene fatta da personale non qualificato.
Anche il 6% di teste che in un modo o nell’altro si dedica alla strategia non è un dato tranquillizzante. Sono troppo poche.
Tutte le figure professionali presenti in questa categoria strategica andrebbero prese meglio in considerazione.
Un equilibrio tra gli account, i grafici e gli sviluppatori unito a una notevole scarsità strategica e di copywriting, fa pensare a una catena di montaggio della comunicazione.
Never mind the quality: vendere, produrre e fatturare, sono i credo più importanti di questo periodo storico.
E’ difficile formulare delle concrete proposte per migliorare la situazione. La complessità del mercato non è di facile interpretazione.
Inseguire la qualità, per amore della qualità e del proprio mestiere, sembra un consiglio utopistico. Ma è l’unica cosa che mi viene in mente.
La ricerca della qualità è sempre un atto di coraggio che a lungo termine premia.
Comments
lo ametto, nei miei incubi
lo ametto, nei miei incubi migliori sogno di lavorare in un'agenzia dove ci sia tutta questa (normale) specializzazione. Io combatto fra grafici, account e una redazione e basta. Il fatto che i redattori siano i più tranquilli rende l'idea del clima...
Post new comment